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più spazio all'arte

Pao è nato nel 1977 a Milano, dove vive e lavora.
Si forma in teatro come macchinista, fonico e tecnico di palcoscenico con la compagnia di Franca Rame e Dario Fo.
Studia e lavora presso i laboratori del Teatro alla Scala di Milano e nel 2000 realizza i suoi primi interventi di Street Art.
Nascono così i coloratissimi pinguini sui paracarri in cemento, le lattine di Pao Cola e zuppa Campbell’s sui bagni pubblici, smile e palle da biliardo, delfini e squali, pellicani, margherite e tanto altro.

Nel 2005 fonda Paopao Studio, come naturale conseguenza della sua attività artistica e in breve tempo arrivano numerose collaborazioni con le aziende, tra cui Motta, Gatorade, Galatine, Seven, Harley Davidson, Accenture, Chicco, Ceres e tanti altri.

Dopo l’incontro con la graphic designer Laura Pasquazzo, lo studio si sviluppa ulteriormente operando in differenti campi, grafica, web design, allestimenti e decorazioni, merchandise, produzione e promozione di oggetti.

Nel 2007, dopo la mostra “Street Art Sweet Art”, al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano – Pao inizia a lavorare su tela e supporti tridimensionali di vetroresina, sviluppa così nuove strade attraverso sperimentazioni sui materiali, ricerche prospettiche, distorsioni visive e utilizzo di geometrie curve.
Pao cerca di superare la bidimensionalità della tela, e in parallelo, la tridimensionalità del nostro mondo.

La crescente attenzione verso il suo lavoro, la cui caratteristiche distintive rimarranno costanti, lo porta a esporre in spazi pubblici, musei e gallerie private, in Italia e all’estero.
Ha esposto i suoi lavori in varie rassegne d’arte tra cui al Padiglione d’arte contemporanea di Milano, alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia.

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"Con Gravity Garden Pao presenta un nuovo capitolo della sua ricerca visiva, dove natura, immaginario pop e illusioni percettive si intrecciano in un universo in continuo movimento.

Dipinti, sculture optical e oggetti trasformati costruiscono un microcosmo in cui fiori, animali e simboli della cultura contemporanea sembrano attratti verso un centro invisibile.
Come in un vortice, lo sguardo dello spettatore viene guidato attraverso metamorfosi, giochi prospettici e slittamenti di senso.

Le opere oscillano tra leggerezza e gravità, tra superficie seducente e instabilità percettiva.

Il giardino evocato dal titolo non è solo un luogo naturale, ma uno spazio mentale dove forme e significati si trasformano continuamente.

Tra pittura e intervento plastico, Pao costruisce un paesaggio visivo in cui ironia, gioco e immaginazione diventano strumenti per osservare la realtà da prospettive inattese."

Gianluca Ranzi

l'Evento in immagini

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